come hai già detto, l'analogico permette un numero infinito di misurazionall'interno dell'intervallo di campionamento, mentre il digitale permette solo valori discreti.
il digitale permette di eliminare rumori di fondo, avere strumenti con capacità mnemoniche e capacità pratiche impensabili.
quando si parla di analogico di solito si cita con somma nostalgia il vinile. In realtà ci si dimentica di altre "simpatiche" cose che abbiamo tutti avuto la possibilità di conoscere: le audiocassette e le videocassette.
spesso mi capita di leggere frasi come "i ragazzi di oggi non sapranno mai quale collegamento c'è tra questi due oggetti"
certo, non sapranno mai perché un film si chiama "be kind rewind", e che una volta se non riavvolgevi la cassetta al noleggio (un altro dinosauro ormai estinto) ti scalavano 500 lire dal credito.
come non sapranno quanto diventavamo scemi a registrare le canzoni dalla radio per poi creare una compilation che dopo poche riproduzioni veniva sbudellata o che suonava peggio di un coro di zombie.
lo stesso con le videocassette, con certi film che giravano tra ragazzacci e che all'uscita dal produttore erano a colori, e dopo infinite riproduzioni e passaggi di mano diventavano una terribile sequenza di scatti in bianco e nero... ma ce li si godeva lo stesso.
che dire delle chirurgiche imprese allestite per ricucire i due lembi di una bobina rotta.
alcuni ricordano tutto questo con nostalgia. Tra cui io.
Però io ricordo anche le TONNELLATE di ore passate a programmare un videoregistratore che l'unica cosa digitale che aveva era un display con i caratteri tipo calcolatrici, per finire puntualmente a registrare programmi sbagliati e pubblicità.
Ricordo le video e audiocassette gelosamente custodite e razionate, per poi scoprire che dopo la prima riproduzione si era graffiato il nastro e non c'era più niente da fare. E tutte le trasmissioni perse, perché qualcuno ci doveva registrare sopra altro?
Quando scattava il momento "nostalgico" dei miei e tiravano fuori telo, controtelo, copritende, cavalletti, diapositive e proiettore (che rimanevo affascianto a guardarlo caricare la dia successiva) e se si inceppava ci voleva un esorcista per farlo ripartire.
però ricordo ancora con un filo di tristezza alcuni fossili (che alcuni hanno vissuto come fantascenza) dell'era digitale: i floppy disk da 3,5". ci stavano 4 sgranatissime foto, che per caricarle ci volevano le mezz'ore per poi veder uscire "file corrotto" o altri errori.
chi oggi scambierebbe una pendrive, una microSDHC, su cui ci stanno decine di discografie con un floppy su cui non sta nemmeno una canzone? e che si rompe solo a guardarlo?
chi oggi mollerebbe il lettore mp3 per il walkman le cui batterie si scaircano dopo un paio di audiocassette? che ogni volta tra avanti e indietro per trovare il punto giusto si fa prima ad ascoltare tutto?
Idem con i DVD, con tutte le funzioni avanzate, i sottotitoli, gli audio originali, il 5.1, il 7.1, l'HD, i commenti del regista, i dietro le quinte... per una roba che dopo 2 volte che la vedi assomiglia sempre di più a the blair witch project?
forse non è tanto il passaggio al digitale dall'analogico che ci ha "spiazzato", ma il radicale e continuo cambiamento di costumi e strumenti che possiamo avere oggi. fino a 200 anni fa le innovazioni tecnologiche erano quasi trascurabili e i nostri antenati vivevano una vita intera senza veder cambiare nulla nei loro costumi e nelle loro abitudini, fin dalla scuola al letto di morte. mia bisnonna, campata 90 e passa anni disse di morire un po' "confusa" perché aveva visto gli uomini passare dall'asino all'auto e atterrare sulla luna. quando le dissero che erano atterrati sulla luna, lei rideva come se le avessero raccontato una barzelletta tragicomica. Che ci sono andati a fare? chiedeva con ingenuità. si ricrese dopo aver visto sui giornali che gli leggevano figli e nipoti le notizie.
senza fare un così radicale cambio di costumi, nella mia vita ho visto cambiare radicalmente molte abitudini: passare da gigantesche campane di CD, perché un tempo i masterizzatori per DVD erano troppo costosi, a masterizzatori blu ray/dual layer/lightscribe che oggi vengono venduti a prezzi accessibili... pur essendo prodotti ormai prossimi all'estinzione visto che il mondo si è spostato sulla rete e sui supporti più capienti. Fra non molto li vedrò in alcuni negozi a prendere la polvere accanto a residuati bellici loro antenati, audiocassette, videoccassatte.
una volta il top delle autoradio avevano 1904 pulsanti, funzioni, equalizzatori... e chi voleva spendere tanto aveva il modello che leggeva perfino i file codificati in mp3.
Adesso basta una presa per un jack da 3,5mm e abbiamo mille volte tutte quelle funzioni. Finché il bluetooth e altro non soppianterà ogni tipo di cavo.
forse è solo la vita, dove chi si ferma è perduto.
pur abbracciando appieno quasi tutte le riforme tecnologiche che mi sembrano utili, ma conservo con piacere alcuni abitudini: molte cose le accendo con i fiammiferi, ogni tanto al polso c'è il ticchettio di un movimento analogico che ti allinea i pensieri e mi ricorda che il tempo è uno scandire infinito di infinitesimi in cui tutto può cominciare e finire senza che in un quarzo la lancetta dei secondi si sia spostata.
A molte parole questo mette ansia, ma si sà, il "senso" del tempo che scorre e che finisce, ce l'hanno solo gli uomini.
forse è solo la vita, dove chi si ferma è perduto. Si salva chi si ferma nei punti giusti a ritrovarsi.

"Meno c'è, meno si rompe. Io sono un filosofo ultrafire" - "la miglior teoria è la pratica" Cit by AntoLed